Pillole di Personal Branding per Psicologi

Come qualunque professionista che si occupi della salute e del benessere degli individui, anche lo psicologo oggi deve costruire un proprio brand professionale per diventare più visibile.

Sicuramente è un fattore chiave per fare marketing di se stessi ma è molto importante anche per i potenziali pazienti che frequentano sempre più spesso ed in massa il mondo digitale alla ricerca di soluzioni ai propri problemi.

Costruire il tuo brand online è un modo efficace per dimostrare che tipo di psicologo sei ed aiutare le persone a capire se sei o meno la persona giusta (una figura di riferimento di cui fidarsi ed alla quale affidarsi) per risolvere i loro problemi prima che bussino alla porta del tuo studio.

Detto in sintesi, sei fai personal branding metti in condizioni i tuoi potenziali pazienti di ricevere l’aiuto ed il sostegno di cui hanno bisogno.

Cosa puoi fare per il tuo brand di psicologo?

Un buon punto d’inizio può essere semplicemente quello di osservare cosa si dice su di te online. Fai una ricerca su Google inserendo semplicemente il tuo nome:

  • ci sono risultati (cioè, si parla di te)?
  • cosa dicono di te le persone?
  • fanno commenti positivi o negativi?

Se sono presenti risultati, indipendentemente da ciò che si dice di te, potresti e dovresti voler dire la tua, esprimerti e rispondere con pertinenza ai commenti.

Sarebbe un bene per il tuo brand personale perché avresti la possibilità di argomentare mostrando competenza e, in caso di commenti negativi, di non sottrarti alla discussione o alle critiche costruttive, un indubbio beneficio per la tua reputazione personale e professionale.

E’ bene comunque prestare sempre attenzione alla riservatezza dei tuoi attuali o potenziali clienti e del tuo pubblico più in generale, senza mai dimenticare l’etica e la deontologia professionale che devono essere sempre alla base di ogni tua azione.

Ciò vale tanto più online dove ogni frase scritta rimane per sempre ed ha grandi possibilità di diventare virale. A volte devi semplicemente accettare che non puoi proporre la tua versione dei fatti o le tue opinioni perché entrare nel merito minerebbe questi principi.

Se ne hai la possibilità e lo trovi opportuno, prenditi cura dei tuoi pazienti nella sfera digitale che frequentano, con i mezzi a tua disposizione e con i limiti sopra esposti.

Comportarsi professionalmente online ha riflessi positivi sia sulla tua persona che sulla tua professione e ti aiuta a costruire e consolidare il tuo brand di psicologo purché tu tenga sempre presente chi sono le persone con le quali interagisci (anche privatamente, magari con strumenti di messaggistica).

Se pensi che questo tipo di interazione con il paziente possa creare più problemi di quanti possa risolvere, soprassiedi.

Come si inseriscono i Social Media nella tua strategia di personal branding?

I Social Media sono un ottimo strumento per la costruzione e consolidamento del tuo brand di psicologo ed in relazione al tuo rapporto con pazienti attuali e potenziali Facebook può assumere il ruolo di canale di comunicazione preferenziale (visto che è il social più utilizzato al mondo), ma bisogna usarlo bene.

In primo luogo è bene che il tuo profilo personale rimanga tale perchè è uno spazio privato dove ti connetti con familiari e amici.

Dare la possibilità a tutti, indistintamente, di interagire con te in questa piccola piazza virtuale significa confondere la sfera personale con quella professionale ed è bene che i pazienti sappiano di poter interagire con te solo all’interno di quest’ultima.  Non possono e non devono diventare “amici”. Sembra scontato, vista la professione che fai, ma purtroppo non per tutti è così quindi è bene sottolinearlo.

Puoi creare uno spazio a parte, la tua pagina professionale, che rifletta in modo appropriato la tua personalità di psicologo e le tue specifiche competenze.

Se ti occupi di psicologia dell’età evolutiva (o di qualunque altra cosa nel tuo settore), condividi informazioni e aggiornamenti interessanti sull’argomento, lavori che puoi aver pubblicato, il tuo specifico approccio terapeutico e quant’altro possa aiutare le persone a capire bene di cosa ti occupi e come agisci e possa interessarle e coinvolgerle attivamente.

E’ questo lo spazio in cui poter avviare una conversazione con i tuoi pazienti (o potenziali tali), sempre purchè sia ben chiaro a tutti che una pagina professionale su Facebook non è mai un’alternativa ad un setting, così come devono essere chiari i limiti della tua presenza (e disponibilità).

Sui social si può anche essere un po’ ironici

Il tono dei tuoi post nei social “generalisti” (escludendo LinkedIn quindi) può anche essere un po’ ironico e scherzoso. Se in un programma tv qualcuno fa delle affermazioni fuorvianti o improvvisate sugli psicologi e la psicologia (in generale o nello specifico) perché non prenderlo un po’ in giro sulla tua fanpage? Magari condividendo e commentando il relativo filmato con un sorriso?

E’ un buon modo di educare il tuo pubblico ad una migliore comprensione della materia e di sembrare meno “intimidatori” e un po’ più “empatici”. Se pazienti attuali e potenziali capiscono che possono relazionarsi con te facilmente e spontaneamente gli sarà più facile farlo anche di persona se e quando vi incontrerete.

Tu cosa fai per costruire e far crescere il tuo brand di psicologo?

Dove e come sei presente?

Come ti poni rispetto ai tuoi pazienti?

Sarebbe carino saperne di più.

Di | 2017-05-13T20:17:25+00:00 15 maggio 2017|Categorie: Psicologi|In Evidenza: |

Note Sull'Autore:

Sono un ingegnere e dal 1994 mi occupo con entusiasmo di Comunicazione e Marketing su Internet. Oggi rivolgo la mia consulenza in via quasi esclusiva a professionisti e studi professionali di qualunque settore. Quando non sono davanti al mio PC mi diletto a passeggiare con la mia dolcissima cagnolina Lilli o ad incrementare una delle mie numerose collezioni in qualche mercatino dell'antiquariato

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